San Nicandro Garganico

San Nicandro Garganico è uno dei paesi più popolosi del gargano. Le sue antiche origini mostrano scorci meritevoli di attenzione. Il Castello, a poco più 200 metri sul livello del mare in una posizione dominante sul lago di Lesina, rimaneggiato e riadattato diverse volte tra il XV ed il XIX secolo. Il borgo, sviluppatosi intorno alla chiesa di San Giorgio già a partire dal XVI secolo in conseguenza degli abbandoni dei castelli di frontiera di Devia e Castel Pagano, che con la sua Terravecchia si ampliò ulteriormente, con un decreto ecclesiastico nel XVII secolo, con la costruzione della chiesa intitolata a S. Maria del Borgo.

Un po' di storia

Il Territorio di San Nicandro Garganico è caratterizzato dalla presenza di grotte e cavità naturali ed artificiali. La prima citazione dalle fonti viene da una donazione fatta dal conte Enrico di Monte Sant’Angelo al monastero di San Giovanni in Lamis, attuale Convento di San Matteo, che ne regolava i rapporti con gli abitanti di S. Eleuterio, Rignano, Castel Pagano e Cagnano Varano. In quell’occasione, il feudatario di San Nicandro Garganico donava una chiesa a un monaco di nome Basilio, che rappresentava il monastero di S. Maria delle Isole Tremiti. Quest’atto di donazione attesta che all’epoca era già esistente il castello fortificato di San Nicandro Garganico e che la società contadina era già abbastanza articolata, come dimostrato dall’elenco dei testimoni che fa parte della cerchia del feudatario. Il castello fu certamente fondato un secolo prima, come si ricava da un fondamentale privilegio del 1085, rilasciato dal conte Enrico di Monte Sant’Angelo al monastero di San Giovanni in Lamis. Questo privilegio conteneva precisi riferimenti a precedenti documenti bizantini, compresi nella prima metà del secolo XI, cioè subito dopo il 1.000, e sino alla vittoria normanna della battaglia di Civitate nel 1053. Nel documento del conte Enrico, risulta menzionata anche San Nicandro Garganico insieme ai castelli di Rignano, Sant’Eleuterio, Castel Pagano e Cagnano Varano, di cui solo San Nicandro Garganico e Cagnano Varano ancora a continuità di vita. All’interno dei cartulari, delle abbazie medievali, che custodiscono la storia del territorio, troviamo numerose citazioni del Castello di San Nicandro Garganico. Infatti, proprio in alcune di queste citazioni, troviamo traccia anche dell’abitato di Devia, l’attuale Parco archeologico situato nei pressi di Torre Mileto. Nel XIII secolo, e più precisamente nei documenti di età federiciana, troviamo la storia di San Nicandro Garganico strettamente connessa a quella dell’imperatore Svevo. Il Borgo di San Nicandro Garganico conserva ancora i resti della fortezza del Castello. L’edificio a pianta quadrangolare con quattro torri angolari, due circolari e due quadrangolari, è costruito sul banco roccioso di calcareniti di San Nicandro Garganico, alle quali, appunto, danno anche il nome e la definizione geologica. La grande torre scarpata si deve probabilmente agl’interventi databili alla seconda metà del XV secolo e realizzati con conci squadrati e caratterizzano l’elemento più fortificato dell’intera struttura. La loggetta settecentesca addossata alla torre d’ingresso sovrasta la porta di accesso alla Terravecchia. Le successive ristrutturazioni sono riferibili alle fasi ricostruttive successive al terremoto del 1731 e che videro l’impiego di progettisti e maestranze napoletane. Esempio ne furono i principi Cattaneo, famiglia della nobiltà feudale nel XVIII secolo, le cui risorse furono impegnate per ristrutturare, ampliare ed abbellire o, non di rado, per costruire ex novo nei centri abitati castelli, palazzi e nelle campagne ville suburbane, casini di caccia ed edifici massarili, che servivano a soddisfare esigenze sia di rappresentanza e di divertimento, sia di organizzazione e di controllo delle attività produttive. Queste definizioni ci vengono riportate dai numerosi trattati d’architettura che nel XVIII secolo vennero scritti da grandi architetti itineranti nel Regno di Napoli. Proprio nel XVIII secolo, la storia di San Nicandro Garganico si intreccia con il grande cantiere della Reggia di Caserta per opera dell’ architetto Vanvitelli: le “pietre rosse” impiegate nel cantiere della Reggia di Caserta venivano proprio dal feudo di Casalmaggiore (oggi parte dei territori di Apricena, San Nicandro e San Marco in Lamis), feudo del principe di San Nicandro Garganico, Domenico Cattaneo.

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    Info

  • Categoria 
    Borghi e centri storici
  • Indicazioni stradali
  • Festa patronale 
    17 giugno - San Nicandro Marciano

    Nelle vicinanze

  • Aree Limitrofe 
    Torre Mileto a 13,6 km. Capoiale a 18 km. Il lago di Lesina a 20,6 km. Lesina a 25 km. Cagnano Varano a 24 km.