Lesina

Caratteristico borgo di pescatori situato nel Parco Nazionale del Gargano. Lesina deve le sue origini alla laguna che da secoli consente la pesca di uno dei più famosi prodotti ittici dell’Adriatico, l’Anguilla di Lesina. Il Centro storico è dominato dalla Chiesa di Maria Santissima Annunziata, già sede vescovile. Le meravigliose dune sabbiose di bosco Isola e gli osservatori naturalistici di foce Schiapparo, fanno del territorio di Lesina una meraviglia naturalistica.

Un po' di storia

Situata su di una penisola protesa nel lago di cui conserva il nome, la città di Lesina ha origini molto antiche. Le dinamiche insediative che hanno caratterizzato la storia del suo territorio hanno origini preistoriche. Sin dal Paleolitico il bacino lagunare di Lesina tramanda la tradizione della pesca che ne condizionerà la storia del territorio stesso. Le tracce dei primi pescatori di Lesina sono caratterizzate dalle industrie litiche, strumenti di selce come punte di frecce o di lancia realizzati con delle tecniche avanzate rispetto ad altri territori. Questa storia è possibile leggerla visitando il meraviglioso museo etnografico della “Casa del Pescatore” dove è narrata l’evoluzione delle tecniche di pesca lagunare dalla preistoria ai nostri giorni. Molti dei reperti risalenti alla preistoria di Lesina sono conservati ed esposti presso i maggiori musei italiani, soprattutto presso il Museo Nazionale Preistorico “Pigorini” di Roma, a cui furono donati nella seconda metà del XIX secolo da Raffaele Centonza, ricercatore ed esploratore lesinese. Dalla Preistoria all’età romana, Lesina vedrà sviluppare il suo territorio anche grazie ad un incremento dello sfruttamento delle risorse agricole interne. Dall’età romana in poi, Lesina vede quindi lo sviluppo dell’agricoltura che fa sì che i più importanti senatori romani stabiliscano le loro residenze imperiali lungo il lago: questa è la storia del Praetorio Publiliano, ricca dimora del senatore Lucio Publilio Celso, famoso in quel tempo perché implicato nella congiura contro l’imperatore Adriano. Il consumo di pesce in età romana rappresentava una parte importante della dieta mediterranea e, per questo motivo, fu costruita la grande peschiera nel lago, oggi conosciuta con il nome di “isolotto di San Clemente”. Durante l’età romana lungo il bacino lagunare sorgono ville e fattorie per la gestione delle proprietà imperiali, come la Villa di Santannea, i cui resti sono visibili nella medesima località. Grazie allo sviluppo economico del territorio, Lesina riesce a sopravvivere anzi, a continuare a primeggiare, anche durante il Medioevo. Sin dall’Alto Medioevo Lesina, infatti, diviene sede vescovile e questo significherà per il proprio territorio un’ulteriore crescita economica, a cui si accompagnerà uno sviluppo tecnologico che si manifesterà con gli impianti idraulici dei mulini. Le più importanti abbazie dell’Italia centrale, San Clemente di Casauria, Santa Sofia di Benevento, San Vincenzo al Volturno, Montecassino gareggiavano per accaparrarsi una peschiera ed un mulino sul lago di Lesina. Di questo aspetto, ne abbiamo traccia presso la sorgente del Caldoli e la foce del torrente Lauro dove tracce archeologiche di peschiere, mulini e dighe narrano il passato. La sorgente del Caldoli, in particolar modo, è importante nel panorama insediativo medievale: siamo in epoca longobarda nel Ducato di Benevento, il Castello del Caldoli rappresenta il primo caso di incastellamento altomedievale citato dalle fonti per la Puglia settentrionale. Con l’avvento del XIII secolo e la gestione ecclesiastica del territorio, Lesina diviene uno dei luoghi europei più importanti per i cantieri benedettini delle grandi Cattedrali. Insieme a diverse pievi rurali come Santa Maria di Selva della Rocca, i cui ruderi sono visitabili nella medesima località, si avvia il grande cantiere incompiuto dell’Abbazia di Santa Maria di Ripalta. Oggi visitabile su prenotazione, l’Abbazia di Ripalta rappresenta uno dei più importanti esempi di architettura cistercense meglio conservati in Europa. Lesina ha una storia importante anche nel culto dei santi: ormai da secoli, ogni anno si svolge la festa di San Primiano martire che vede uscire il Santo, durante il rito processionale insieme ai Santi Firmiano e Casto. La storia delle reliquie dei santi è avvolta in una secolare narrazione di eventi che attestano l’importanza del territorio di Lesina protrattasi sino ai giorni nostri.

Galleria

Video

    Info

  • Categoria 
    Borghi e centri storici
  • Indicazioni stradali
  • Festa patronale 
    15 maggio - San Primiano

    Servizi

  • Servizio informazioni 
    Centro Visite Lesina: Via Banchina Vollaro - Zona Lungolago 0882/707 455 Fax 0882/707 456 - Cell. 328 0758563 (Solo per prenotazioni per orari diversi e/o festivi) centrovisite@comunelesina.it
  • Wifi 
    No

    Nelle vicinanze

  • Aree Limitrofe 
    Lago di Lesina a 7 km, Poggio Imperiale a 4,7 km, Santuario di S.Nazario a 10,7 km